E’ UNA GIONALISTA SCRITTRICE STUDIOSA DI LEONARDO DA VINCI AUTRICE DEL LIBRO
NELLA GIOCONDA DI LEONARDO IL VOLTO DI ISABELLA D’ARAGONA SFORZA DUCISSA DI MILANO ET BARI
STA FACENDO RINASCERE A BARI LA PIATTAFORMA VIRTUALE ” ACCADEMIADEGLINCOGNITI” DELL’ANTICO DUCATO DI BARI CREATA DA ISABELLA D’ARAGONA SFORZA SUL MODELLO DELL’ACCADEMIA LEONARDO DA VINCI DI MILANO
SABRINA MERENDA HA CREATO UNA RUBRICA GIORNALISTICA DEDICATA A LORENZO RAVEGGI

“L’idea nasce per caso, strada facendo. Non sono mai io che cerco le idee, ma sono le situazioni, le persone e le grandi idee che mi trovano sulla loro strada, sempre pronta ad avere un’intuizione costruttiva. Dopo 20 anni di lavoro assiduo in campo storico, narrativo, artistico, incontro spesso persone di un certo spessore artistico o letterario e al contempo dall’intatta semplicità e coerenza. A questo si aggiunge la magia di Leonardo da Vinci, che mi ha sempre coinvolta con i suoi dipinti. Ecco che a 500 anni dalla morte di questo grande genio, mentre ovunque lo si celebrerà, anche noi ad Impruneta possiamo abbinare l’amore per il testo o le opere artistiche con tale celebrazione. Ho pensato che fosse normale costruire una rubrica che ne parlasse, partendo dal regista che in questo momento se ne occupa cinematograficamente, creando un film inerente una delle opere pittoriche più belle di Leonardo da Vinci, La Dama con l’Ermellino”.

Raveggi

Chi è Lorenzo Raveggi e cosa racconta il suo film, La Dama e l’Ermellino?
“La biografia di Lorenzo Raveggi uscirà proprio nella prima parte della mia Rubrica Un Regista Rinascimentale, quindi non voglio svelare nulla, tranne che si tratta di un nostro chiantigiano, nato a Firenze e salito subito alla ribalta da giovanissimo come cantante lirico, per poi innamorarsi della regia e diventarne un contemporaneo talento. Il suo film parla appunto del famoso dipinto La Dama con l’Ermellino, partendo da una base storica per dirigersi verso un sogno, un mondo onirico, che ci ricorda quanto la nostra vita sia sempre basata su queste due componenti essenziali, le uniche in grado di rafforzare la nostra memoria storica”.
La Dama o l’Ermellino? Chi vorresti essere?
“La Dama. Sono fiera di essere donna e pensare di poter essere dipinta da un genio come Leonardo…”

donne

 Quanta Impruneta c’è in questo film?
“Impruneta è presente perché alcune scene del film sono ambientate a Impruneta e da oggi è presente perché questo film, che sancisce la commemorazione del grande Leonardo da Vinci, si dimostra più che presente in ciò. Lo fa formando i giovani e anche gli adulti verso un genere di cinema che parte dalla storia, riconfermandone la sua indispensabilità. Come assessora, ho una delega alla formazione, mi occupo della progettazione in biblioteca e di politiche giovanili, cercando di mantenere alta una cultura di fruizione, scoprendo nuovi libri e autori, mantenendo una rete di legami con la città e i progetti di ogni tipologia, provando a rapportarmi con scelte che pian piano possano far vedere la bellezza del nostro territorio e anche l’importanza dell’istruzione, come base di preparazione e come processo continuo implicito e esplicito in un territorio”.

L’operazione culturale di Raveggi mette insieme arte, storia e cinema. In generale, come pensi che il cinema abbia finora raccontato l’arte e la storia e come credi che dovrebbe raccontarle e principalmente a chi?

uomo

“Penso che il cinema abbia proprio il dovere culturale di narrare la storia e l’ arte. Siamo nell’epoca dell’immagine e quindi si può sfruttare questo per fare conoscere anche le tecniche cinematografiche, tanto affascinanti per i giovani. Il cinema può avere in tal senso un privilegio di eternità e di formazione. Solo che ci vuole coraggio a dedicarsi a questo genere, meno leggero e forse più di nicchia. Basta invertire la marcia e iniziare a pensare che solo sensibilizzando ad esso, si può allargare la nicchia e creare un pubblico formato. Questo genere si sta rivalutando a livello televisivo, anche con sceneggiati, ma sono sempre meno i registi che se ne occupano a livello di cinema, perché credo sia molto sacrificante economicamente e a livello di costruzione stessa del film”.